Care sheet: Il Chamaeleo senegalensis

Testo: Dino Schiff, Italian Chameleon Network
Ultima revisione: 01/2000
 

Nome comune: Camaleonte del Senegal

Diffusione: Senegal, ampiamente diffuso anche in tutte le aree verdi dell'Africa tropicale occidentale.
In passato importato in grandi quantità insieme a C. dilepis e C. gracilis (è stato poi abbandonato per gli altissimi tassi di mortalità), sta ora vivendo in italia una nuova Primavera a causa del lievitare dei prezzi di specie più adatte alla cattività come il C. pardalis e C. calyptratus. Se opportunamente trattato e sverminato, può vivere fino a 2 anni. Tutti i più autorevoli esperti (de Vosjoli, Barlett, Le Berre) sconsigliano comunque questo camaleonte ai principianti che potrebbero facilmente rimanere delusi.

Dimensioni: 20/30 cm. la femmina è normalmente più tozza.

Colore e dimorfismo sessuale: Colore di base verde oliva, a seconda dei periodi lo stesso soggetto varia dal giallo al marrone scuro ricco di puntini di colore ed intensità variabili. Il maschio ha la base della coda molto ingrossata per i 2 emipeni. Gli speroni, più piccoli di quelli del calyptratus, sono normalmente presenti anche dietro alle zampe posteriori del maschio di senegalensis, sebbene pare che esistano un paio di sottospecie che potrebbero non averlo. Il casco è piccolo e basso e presenta nella parte posteriore due piccoli lobi carnosi appena accennati, simili a quelli ben più evidenti del C. dilepis a cui somiglia molto.

Terrario: Dimensioni minime 50x40x80h. Deve essere alloggiato singolarmente. La temperatura deve essere mantenuta a circa 30/35 °C sotto uno spot da 40/60 watt massimo, protetto da una rete plastificata. L'aerazione è fondamentale, è bene avere almeno la parete frontale preferibilmente di rete fine. E' infine assolutamente obbligatorio mettere dentro il terrario anche un neon tipo Sylvania Reptistar o Zoomed 5.0 per la produzione di UV-B. Dei rami secchi insieme ad una bella pianta di Ficus benjamina ed una di Pothos completano l'arredamento. Come substrato per il terrario è possibile utilizzare della semplice carta da giornale che difficilmente viene ingerita dal camaleonte.

Temperatura e umidità: La temperatura dentro il terrario deve essere di circa 20/25°C nella parte inferiore e circa 25/35 max °C nella parte superiore per permettergli la termoregolazione. Di notte può scendere anche a 15 °C sebbene l'ideale sia di 22 °C. Vive in zone calde e umide e perciò l'umidità non deve essere mai inferiore al 50-60% se non per brevi periodi altrimenti si possono avere serie difficoltà nella muta. Spruzzando un paio di volte al giorno le foglie si mantiene un buon livello di umidità e gli si permette di bere le goccioline di acqua.

Alimentazione: Gli individui giovani vanno alimentati con grilli di un paio di settimane, camole e tarme della farina, mosche e drosofile. Gli individui adulti, invece, possono essere alimentati con grilli adulti, camole della farina e del miele, caimani ed altri insetti. E' fondamentale anche integrare la dieta con un complesso vitaminico non contenente vitamina A, bensì Beta-carotene. Ai giovani ed alle femmine gravide bisogna fornire un adeguato apporto di calcio e vitamina D3. Il soggetto di origine selvatica spesso non mangia se osservato.

Riproduzione: La riproduzione in cattività è abbastanza difficoltosa. Infatti gli esemplari riprodotti sono quasi esclusivamente figli di femmine importate già gravide dai paesi di origine. La maturità sessuale viene raggiunta intorno a 6 mesi di vita. La femmina va lasciata con il maschio solo per il tempo necessario per l'accoppiamento. Un paio di volte all'anno depone 20/60 uova in 30 cm di terra compatta. Dopo un mese di diapausa a circa 20 °C, queste vanno incubate in vermiculite umida o torba di sfagno per circa 5/6 mesi ad una temperatura di circa 25 °C con piccole riduzioni di uno o due gradi durante la notte.

Malattie: Questa specie di camaleonte, sconsigliata ai meno esperti, è quasi sempre infestata da grandi quantità di parassiti interni che spessissimo, insieme allo stress subito durante la cattura e il trasporto, causano la morte della stragrande maggioranza degli esemplari importati. Dato il loro basso costo e l'ampia disponibilità di esemplari nelle zone di origine, gli importatori non si curano di effettuare costosi trattamenti preventivi contro i parassiti. Anche il senegalensis è frequentemente soggetto a malattie respiratorie e della bocca.
Un controllo veterinario dell'animale ed un accurato controllo delle feci è sempre obbligatorio specialmente per i soggetti di cattura.
 
 

Bibliografia in italiano

Dino Schiff, Vademecum del Camaleonte, 1998.

Andrea Venturini e Dino Schiff, Chameleon Disk (CD-ROM) e Italian Chameleon Network (sito Internet dedicato ai camaleonti http://www.blably.com/icn), 1998-2000.
 
 

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